Home » Esporre nei luoghi dell’abitare. Incontro con l’architetto Giovanni Sanna
11 March 2026
La casa museo Bagatti Valsecchi si contraddistingue notoriamente per una forte identità: come vi siete approcciati a questo spazio?
La Casa Bagatti Valsecchi è già un dispositivo museografico ante litteram. Non è un contenitore neutro, ma un interno costruito come progetto totale, dove ogni elemento è parte di una visione coerente. È uno spazio che definisce regole proprie, in cui architettura, arredi e collezione concorrono a costruire un sistema unitario e riconoscibile.
Il nostro approccio non poteva essere quello dell’inserimento neutro. […] Abbiamo lavorato per confronto strutturale: comprendere la logica compositiva della casa, simmetrie, assi visivi, gerarchie degli arredi, e operare all’interno di quel sistema senza disattivarlo.
Non si trattava di aggiungere un layer contemporaneo, ma di verificare cosa accade quando un altro sistema totale, quello di Depero, entra in interferenza con il primo. L’equilibrio non era dato: andava costruito stanza per stanza. […]
Come si costruisce il rapporto tra le opere e uno spazio così connotato?
Il rapporto tra opera e spazio diventa una questione centrale. […] Non si tratta di collocare le opere all’interno di un contenitore, ma di attivare relazioni puntuali con il contesto esistente, lavorando su corrispondenze, disallineamenti e tensioni. Le opere non vengono isolate, ma entrano in dialogo con l’ambiente domestico, assumendo una posizione che è sempre situata. Questo implica un lavoro preciso sulle distanze, sulle altezze, sui fondi e sulle condizioni di visibilità. […]
In che modo si sviluppa il percorso espositivo?
Il percorso non è pensato come una sequenza lineare o rigidamente guidata. […] Si costruisce attraverso l’attraversamento delle stanze, mantenendo la continuità dell’impianto domestico e lasciando che sia lo spazio a orientare l’esperienza. Ogni ambiente conserva la propria identità, ma partecipa a una narrazione complessiva che si costruisce per accostamenti e variazioni, più che per separazioni nette. […]
Quali sono state le principali scelte allestitive?
Le scelte allestitive derivano direttamente da questa condizione. […] Gli interventi sono puntuali, reversibili e ridotti al minimo necessario, evitando qualsiasi sovrastruttura che possa entrare in competizione con lo spazio. L’allestimento lavora per integrazione: le opere trovano collocazione all’interno di elementi esistenti, arredi, superfici, dispositivi della casa, attivando nuove letture senza alterare il sistema originario. […]
Che ruolo ha avuto la luce nel progetto?
La luce diventa uno strumento fondamentale di progetto. […] Non solo per rendere visibili le opere, ma per costruire relazioni, gerarchie e profondità all’interno degli spazi. Il progetto illuminotecnico lavora per accenti e gradazioni, accompagnando il visitatore e orientando lo sguardo senza mai separare le opere dal contesto domestico in cui sono inserite. […]
Qual è l’idea di fondo che guida il progetto?
L’approccio progettuale si fonda sull’idea di continuità tra spazio e contenuto. […] L’allestimento non si sovrappone all’architettura, ma si configura come una condizione temporanea capace di attivare nuove possibilità di lettura.
In questo senso, il progetto si costruisce come un sistema unitario, in cui architettura, opere e dispositivo espositivo agiscono insieme senza gerarchie predefinite.
Depero. Space to Space. La creazione della memoria
13 febbraio – 2 agosto 2026
Museo Bagatti Valsecchi, Milano